L’uso delle mani mi ridà il senso delle cose, elementare se vogliamo.
Il primordiale rapporto fisico col materiale. Me ne fa conoscere intimamente la forza, la debolezza, l’inclinazione; con il materiale le mani stabiliscono una sorte di complicità, di dialogo, di possibilità e, di riflesso, aumenta anche la conoscenza di me, della mia fisicità e di quanto questa sia impregnata di intelligenza, di senso e, in ultima istanza, di sentimento. Si può comprendere come la manualità possa essere utile alla formazione dell’uomo, al suo procedere nella sperimentazione e nel lavoro. Tutto ciò per compensare un moto che si è andato sempre più allargando tra me e la fisicità. Si rende utile al processo della decrescita che noi vogliamo che sia processo di riconquista di un equilibrio compromesso; per poter dire, con Robert Vachon: “Riconnettere con ritmi della terra, della luna, del sole”.

Riccardo Dalisi dal libro “Decrescita”

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