“Tra mano e l’utensile ha inizio un’amicizia che non avrà fine […]. Quando è nuovo, l’utensile non è fatto; bisogna che tra esso e le dita che lo impugnano si stabilisca un accordo formato di appropiazione progressiva […] e anche di una certa usura. Allora lo strumento diventa una cosa viva”. (H. Focillon)

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