<< La mano è azione: afferra, crea, a volte si direbbe che pensi. In stato di quiete, non è un utensile senz’anima un attrezzo abbandonato sul tavolo o lasciato ricadere lungo il corpo: in essa permangono, in fase di riflessione, l’istinto e la volontà d’azione, e non occorre soffermarsi a lungo per intuire il gesto che si appresta a compiere>>

(Henri Focillon, Elogio della mano, Parigi 1934)

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